Alice senza cognome

La prosivendola: -sono 4 parole in più, che faccio, lascio?-

overload

February6

6 ore di sonno 14 ore e 30 di lavoro..da 5 giorni.
Vedo il mondo da un fisheye, deforme, surreale..tendezialemente un po’ spaventoso.
Le voci mi arrivano ovattate, la situazione mi sta pian piano sfuggendo di mano.
Si affacciano vecchie memorie, quei pensieri che conosco, quella dimensione nella quale piombo ciclicamente, l’unica in cui sappia camminare sicura, l’unica che mi appartenga davvero.
Torno indietro, dove tutto è ombra e seduta nella mia sala d’aspetto, resto, finchè non avrò di nuovo la forza di spingermi oltre, finchè una volta per tutte deciderò lucidamente di tornare nessun’dove.
Vi conosco o siete solo un ricordo di quel che ero?
Vi ho incontrato per 27 anni, so come pensate, so come agite, so dove finirete.
Il dramma della provincia, il trionfo della mediocrità.
Non siete che un origami.
Bambole di carta che si tengono per mano.
Risuona un giorotondo.
Ripenso a quei pochi giorni passati all’asilo.

Sono in una casetta di legno e guardo la pioggia ricamare la finestrella.

Sfuoco la vista e tra le lacrime appaiono piccoli diamanti che mi sorridono sul vetro.
Aspetto mia madre e le voci dei compagni, ora come allora, sono solo un fastidio che viene da lontano.

“Sempre” non è sempre retorico.

December17

Dopo una due giorni di sonno e cappelletti in brodo-tutto- dopo quasi un mese, diventa più limpido.

Sarà il Natale in arrivo, sarà che mia sorella è sempre più bella, sarà che il frigo è finalmente pulito e non sa di morto. Sarà che ho almeno 2 favole in tasca, pronte per essere scritte e poco importa se nessuno le leggerà mai, mi è bastato un bambino di quattro anni che ascoltandole mi abbia detto :

-ma che bello sarebbe un mondo così!-

Io lo dipingerò un mondo così. Ci potete giurare!

Grazie a tutto questo sono finalmente arrivata alla conclusione che la mia strada, ancora una volta cambia direzione.

C’è chi continuerà ad accompagnarmi da lontano, perché una volta che hai trovato il tuo Capitano non risponderai mai più a nessun altro, non ci sarà mai più una rotta diversa da seguire. È solo una “ciao” alla mia Frie, alle sue attenzioni, ai suoi sorrisi e agli abbracci grandi e dolcissimi di una donna forte, di una bambina dispettosa, del manager che avrei seguito anche al polo nord se solo me l’avesse chiesto.

Chi da Parigi mi sorriderà in videoconferenza e so che ogni parola sarà una sorpresa ed un moto di orgoglio verso uno degli esseri più straordinari che abbia mai incontrato, la mia Paola il mio specchio magico.

Chi conquisterà qualunque paese decida di colonizzare al grido di “Non scherziamo!” ; perché certe persone hanno il potere di farti credere che qualunque cosa sia possibile, di trasportati talmente lontano che rischi di perderti, e forse una parte di te, si è persa davvero, forse una parte di te non tornerà mai più.

Chi ti ha sopportato nella tua invadenza, aprendoti casa e offrendoti risate, chiacchiere, pensieri stralunati, chi non si è mai lasciato capire fino in fondo, chi non si è mai fidato di te, chi forse non si fiderà mai di nessuno se non di se stesso, ma che in fondo sai che ti vuole bene a modo suo.

Chi non ha mai smesso di credere in te e dalle sue parole scritte sul monitor, senti il suo profumo e quell’abbraccio che sa di Casa. Ed Alberto si fa Albergo di buoni pensieri.

Frieda, Paola, Davide, Eros e Alberto.

Voi eravate l’unica ragione che mi teneva ancora qui e paradossalmente la stessa che mi ha fatto decidere di partire, perchè so che non vi perderò e questa per me è la cosa più importante.

Chissà quali altre mirabolanti avventure mi aspettano e chissà in quante di queste ci sarete anche voi… voglio pensare che sia possibile, voglio credere che sia per sempre, perché in quell’unica parola io ci vedo voi, che in 8 mesi mi avete regalato un sogno.

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Anime in affitto

September24

Meritano solo parole grame.

Si lavora duro, si lavora ad un progetto su cui è lecito porsi delle domande.

É semplicemente ambizioso oppure è visionario?

I loro volti contriti, scoloriti, emaciati, stanchi, affacciati su finestre multimediali.

Perennemente affacciati, perennemente guardinghi.

Numero 5 si è persa dentro ad una cella di Excel da almeno 3 mesi.

Non parla, programma.

Se parla, lo fa solo per dire: << Silenzio, non posso concentrarmi così!>>

Per favore, silenzio.

Resta solo il ticchettio di una tastiera.

Li chiamano editor, sono solo parolieri da settimana enigmistica, adattatori di un nozionismo da quiz televisivo.

Li chiamano autori creativi, sono controllori di video- refusi.

Ci chiamano talent scout, siamo solo procacciatori di carne e video.

Ho fatto i conti.

Guadagno 1200 euro al mese, lavoro 10 ore al giorno, tra poco mi trasferirò in un nuovo appartamento di 40 metri quadrati, alla modica cifra di 275 euro, spese escluse.

Le altre 275 euro le pagherà Lasedda.

Dormiremo in un matrimoniale.

Abbiamo 28 e 29 anni.

Grazie al Cielo siamo amiche.

Abbiamo deciso di mangiare a casa, non ci possiamo permettere nemmeno un panino al bar.

Dobbiamo comprare solo cose in offerta, generi di prima necessità.

Le bollette arriveranno come un machete.

Abbiamo 28 e 29 anni.

Siamo laureate.

Lasedda ha una quadriennale italiana ed una specialistica francese

Io una triennale parmigiana.

Lasedda ha lavorato in Irlanda a Paypall come web content manager e poi come producer per una casa di produzione Belga.

Io ho fatto il copy, il web editor, l’account e l’executive producer per 4 anni.

Lasedda parla perfettamente inglese e francese.

Io ho studiato inglese a Londra, ho un certificato di Cambridge e zampetto il francese con Lasedda, lo parliamo come fosse il nostro codice segreto, lei parla, io capisco annuisco e rispondo come riesco.

Lasedda ed io ci capiamo sempre.

Ieri abbiamo cenato con Lele.

Lele e le sue crisi esistenziali per la ex, Lele e la sua cultura del buon mangiare.

Lele stonava con la nostra tovaglia macchiata di vino, dentro all’appartamento retrò che occuperemo ancora per qualche giorno.

Quando Lele cena da noi, io provo a far casa come mi ha insegnato mia madre, il risultato è una buffa caricatura di una signora piccolo borghese.

Lele è un buon narratore.

Lele ha gli occhi scuri e brillanti, come la terra grassa delle mie campagne.

Lele vuole essere razionale e calcolatore, fa il manager.

Non ci riesce.

Lele è sempre insoddisfatto.

Forse è questo che ci accomuna tutti.

Siamo tutti dannatamente insoddisfatti.

Tutti alla ricerca di qualcosa che tarda ad arrivare.

Protected: Buona fine e miglior principio

August31

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Protected: 5 minuti alla fine del processo…

August25

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Pantaolni a bracarella

July24

Paola è andata a sentire un concerto jazz, la casa è vuota e silenziosa, peccato per questi pensieri assordanti.

Paola è semplicemente incredibile, ha 29 anni ed ha abitato mezza Europa.

È facile sentirla switchare da una lingua all’altra con lolitesca naturalezza, è difficile e quanto più doloroso vederla crucciata, così semplice invece, è vederle un sorriso tatuato addosso; certe persone si portano dentro il sole e la tempesta, è questo che le rende così affascinanti da non poterne fare a meno.

Paola è mina vagante, una donna bellissima, un tourbillon di emozioni, una vespa pungente, una dolcissima canaglia.

Paola è per me, in ordine temporale: collega, coinquilina, amica e sorella; lo è solo da 3 mesi ma con lei ho la netta sesazione di aver ritrovato un pensiero felice, altrimenti perduto.

Sono a Milano da 3 mesi, mi sembrano 3 anni tanto sono frenetiche le giornate.

Lavoro perché possa nascere una nuova televisione, so che può suonare come: “Sono in missione per conto di Dio” ma se aggiungi un discreto “Ma anche no”, le cose riacquistano la giusta dimensione.

Ho lasciato in standby la mia città, la mia famiglia ed il mio da sei anni fidanzato per questo.

Faccio la talent scout e cerco videomaker.

In pratica mi sbatto per trovare video grafici smanettoni che vogliano essere assoggettati al

Format:

Vuoi tu prendere il FORMAT come tuo legittimo domine e piegarti alle volontà Nostre?

Trovare dei masochisti è il lavoro più sporco, ancor più difficile è trovarne tanti.

Paola ed io facciamo il lavoro sporco.

Ho capito che cosa sarebbe diventata Paola per me, il giorno in cui, un paio di settimane dopo che mi ero stanziata qui, mi ha detto:

<<Non permetterò che ti facciano del male: a te ci penso io!>>

È suonato tutto come in un film, spesso Paola ed io viviamo in un film, dipende dai giorni e da quale trama abbiamo intenzione di farci influenzare.

Dopodichè recitiamo il nostro.

La cosa più strabiliante di tutto il mio lavoro, è come sempre il materiale umano.

Credo che chiamare colleghi, la popolazione che affolla i nostri uffici, sia riduttivo, supereroi eccessivo, e geni talentuosi difficilmente credibile, tuttavia per una volta fidatevi di quel che dico: lo sono.

Mi limiterò quindi ad indicarli come personaggi.

Il personaggio della settimana è D.

D è la quintessenza dell’ubiquità. D è dappertutto, D è in grado di lavorare e contemporaneamente:chattare con 3 persone, parlare con altrettante, organizzare una festa, organizzare e prenotare un viaggio accompagnando il tutto con una sapiente, completa e competente cultura musicale, che ci permette di dare un senso ancor più estetico alle nostre giornate.

D è carino come un folletto, sospetto seriamente che D sia un folletto e non sono la sola a pensarlo.

D oggi è entrato dalla finestra dopo essere scappato in bicicletta dall’ufficio per una buona mezz’ora.

D venerdì scorso ha portato una piscina gonfiabile in ufficio.

D canta sempre la colonna sonora di Robin Hood della Disney.

D possiede il tempo comico.

D ha 21 anni (SOLO 21), si è laureato lo scorso anno ed ha un’azienda di servizi web.

D ha anche un blog, mi piace leggere D quando sono triste, oppure sentire la sua cinica ed irriverente opinione sulla vita in sè.

Da quando D è entrato  nella mia vita, la frase “eleganti le tue calzature” ha trovato senso d’essere.

Da quando D è entrato nelle nostre vite tutto sembra dannatamente più insensato.

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2 settimane per capire

May28

Sono a Milano.

Milano ha il colore dei temporali e puzza di chiuso, come una stanza arrieggiata di rado e forse capisco che il tempo per poterle dare respiro non ci sia proprio. In mezzo a quei fiumi di carne che si affollano nei treni, nei lunghissimi metrò, nei giorni confusi con la notte.

La cosa strana di vivere qui, è che non ti accorgi di stare vivendo. Perso dentro al tuo lavoro, dentro al tuo pc, dentro ai video che ogni giorno commissiono sperando che finalemente mi arrivi un geniaccio a cui affidare delle clip.

innanzi tutto credo che sia d’uopo presentarsi: Mi chiamo Alice e faccio la producer.

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a.a.a. compagna di banco cercasi

May6

Perchè la Simo è buona: regalino di “arrivederci”

May6

buon viaggio bella, sono sicura che vorrai rivedere la grafica, però questo è un posticino  tutto per te. Vedi di non far saltare i server di altervista, che con la tecnologia sei pericolosa!

Besitos

ps: l’admin ti osserva!

AL DI Là DEI COCCODRILLI

March31

Di Matteo ricordo gli anni delle medie, quelli trascorsi insieme a volte nello stesso banco.

Quelli in cui io, sfigata con gli occhiali e le gambe troppo lunghe mi aggiravo incerta, nutrendo una segreta cotta per lui.

Ricordo Carlotta che aveva già il petto tornito, e quella volta che mi raccontò del loro primo bacio, il primo in assoluto per lui, contro alla ringhiera della chiesa di via sette fratelli cervi.

Da allora ci si vedeva in giro, alla fattoria di Vigheffio, all’Onirca dei tempi d’oro. Ci si salutava appena nel periodo in cui un cespuglio di dreadlok affollava la sua testa e chissà quali altri pensieri.

Matteo con me non è mai stato gentile. Di Matteo non ho un bel ricordo e in controtendenza col resto d’Italia non mi scioglierò in stucchevoli memorie.

Mi dispiace non essergli mai stata simpatica, mi dispiace fosse una persona spigolosa. Mi dispiace comunque che sia morto.

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