Alice senza cognome

La prosivendola: -sono 4 parole in più, che faccio, lascio?-

“Sempre” non è sempre retorico.

December17

Dopo una due giorni di sonno e cappelletti in brodo-tutto- dopo quasi un mese, diventa più limpido.

Sarà il Natale in arrivo, sarà che mia sorella è sempre più bella, sarà che il frigo è finalmente pulito e non sa di morto. Sarà che ho almeno 2 favole in tasca, pronte per essere scritte e poco importa se nessuno le leggerà mai, mi è bastato un bambino di quattro anni che ascoltandole mi abbia detto :

-ma che bello sarebbe un mondo così!-

Io lo dipingerò un mondo così. Ci potete giurare!

Grazie a tutto questo sono finalmente arrivata alla conclusione che la mia strada, ancora una volta cambia direzione.

C’è chi continuerà ad accompagnarmi da lontano, perché una volta che hai trovato il tuo Capitano non risponderai mai più a nessun altro, non ci sarà mai più una rotta diversa da seguire. È solo una “ciao” alla mia Frie, alle sue attenzioni, ai suoi sorrisi e agli abbracci grandi e dolcissimi di una donna forte, di una bambina dispettosa, del manager che avrei seguito anche al polo nord se solo me l’avesse chiesto.

Chi da Parigi mi sorriderà in videoconferenza e so che ogni parola sarà una sorpresa ed un moto di orgoglio verso uno degli esseri più straordinari che abbia mai incontrato, la mia Paola il mio specchio magico.

Chi conquisterà qualunque paese decida di colonizzare al grido di “Non scherziamo!” ; perché certe persone hanno il potere di farti credere che qualunque cosa sia possibile, di trasportati talmente lontano che rischi di perderti, e forse una parte di te, si è persa davvero, forse una parte di te non tornerà mai più.

Chi ti ha sopportato nella tua invadenza, aprendoti casa e offrendoti risate, chiacchiere, pensieri stralunati, chi non si è mai lasciato capire fino in fondo, chi non si è mai fidato di te, chi forse non si fiderà mai di nessuno se non di se stesso, ma che in fondo sai che ti vuole bene a modo suo.

Chi non ha mai smesso di credere in te e dalle sue parole scritte sul monitor, senti il suo profumo e quell’abbraccio che sa di Casa. Ed Alberto si fa Albergo di buoni pensieri.

Frieda, Paola, Davide, Eros e Alberto.

Voi eravate l’unica ragione che mi teneva ancora qui e paradossalmente la stessa che mi ha fatto decidere di partire, perchè so che non vi perderò e questa per me è la cosa più importante.

Chissà quali altre mirabolanti avventure mi aspettano e chissà in quante di queste ci sarete anche voi… voglio pensare che sia possibile, voglio credere che sia per sempre, perché in quell’unica parola io ci vedo voi, che in 8 mesi mi avete regalato un sogno.

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Protected: 5 minuti alla fine del processo…

August25

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Pantaolni a bracarella

July24

Paola è andata a sentire un concerto jazz, la casa è vuota e silenziosa, peccato per questi pensieri assordanti.

Paola è semplicemente incredibile, ha 29 anni ed ha abitato mezza Europa.

È facile sentirla switchare da una lingua all’altra con lolitesca naturalezza, è difficile e quanto più doloroso vederla crucciata, così semplice invece, è vederle un sorriso tatuato addosso; certe persone si portano dentro il sole e la tempesta, è questo che le rende così affascinanti da non poterne fare a meno.

Paola è mina vagante, una donna bellissima, un tourbillon di emozioni, una vespa pungente, una dolcissima canaglia.

Paola è per me, in ordine temporale: collega, coinquilina, amica e sorella; lo è solo da 3 mesi ma con lei ho la netta sesazione di aver ritrovato un pensiero felice, altrimenti perduto.

Sono a Milano da 3 mesi, mi sembrano 3 anni tanto sono frenetiche le giornate.

Lavoro perché possa nascere una nuova televisione, so che può suonare come: “Sono in missione per conto di Dio” ma se aggiungi un discreto “Ma anche no”, le cose riacquistano la giusta dimensione.

Ho lasciato in standby la mia città, la mia famiglia ed il mio da sei anni fidanzato per questo.

Faccio la talent scout e cerco videomaker.

In pratica mi sbatto per trovare video grafici smanettoni che vogliano essere assoggettati al

Format:

Vuoi tu prendere il FORMAT come tuo legittimo domine e piegarti alle volontà Nostre?

Trovare dei masochisti è il lavoro più sporco, ancor più difficile è trovarne tanti.

Paola ed io facciamo il lavoro sporco.

Ho capito che cosa sarebbe diventata Paola per me, il giorno in cui, un paio di settimane dopo che mi ero stanziata qui, mi ha detto:

<<Non permetterò che ti facciano del male: a te ci penso io!>>

È suonato tutto come in un film, spesso Paola ed io viviamo in un film, dipende dai giorni e da quale trama abbiamo intenzione di farci influenzare.

Dopodichè recitiamo il nostro.

La cosa più strabiliante di tutto il mio lavoro, è come sempre il materiale umano.

Credo che chiamare colleghi, la popolazione che affolla i nostri uffici, sia riduttivo, supereroi eccessivo, e geni talentuosi difficilmente credibile, tuttavia per una volta fidatevi di quel che dico: lo sono.

Mi limiterò quindi ad indicarli come personaggi.

Il personaggio della settimana è D.

D è la quintessenza dell’ubiquità. D è dappertutto, D è in grado di lavorare e contemporaneamente:chattare con 3 persone, parlare con altrettante, organizzare una festa, organizzare e prenotare un viaggio accompagnando il tutto con una sapiente, completa e competente cultura musicale, che ci permette di dare un senso ancor più estetico alle nostre giornate.

D è carino come un folletto, sospetto seriamente che D sia un folletto e non sono la sola a pensarlo.

D oggi è entrato dalla finestra dopo essere scappato in bicicletta dall’ufficio per una buona mezz’ora.

D venerdì scorso ha portato una piscina gonfiabile in ufficio.

D canta sempre la colonna sonora di Robin Hood della Disney.

D possiede il tempo comico.

D ha 21 anni (SOLO 21), si è laureato lo scorso anno ed ha un’azienda di servizi web.

D ha anche un blog, mi piace leggere D quando sono triste, oppure sentire la sua cinica ed irriverente opinione sulla vita in sè.

Da quando D è entrato  nella mia vita, la frase “eleganti le tue calzature” ha trovato senso d’essere.

Da quando D è entrato nelle nostre vite tutto sembra dannatamente più insensato.

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2 settimane per capire

May28

Sono a Milano.

Milano ha il colore dei temporali e puzza di chiuso, come una stanza arrieggiata di rado e forse capisco che il tempo per poterle dare respiro non ci sia proprio. In mezzo a quei fiumi di carne che si affollano nei treni, nei lunghissimi metrò, nei giorni confusi con la notte.

La cosa strana di vivere qui, è che non ti accorgi di stare vivendo. Perso dentro al tuo lavoro, dentro al tuo pc, dentro ai video che ogni giorno commissiono sperando che finalemente mi arrivi un geniaccio a cui affidare delle clip.

innanzi tutto credo che sia d’uopo presentarsi: Mi chiamo Alice e faccio la producer.

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AL DI Là DEI COCCODRILLI

March31

Di Matteo ricordo gli anni delle medie, quelli trascorsi insieme a volte nello stesso banco.

Quelli in cui io, sfigata con gli occhiali e le gambe troppo lunghe mi aggiravo incerta, nutrendo una segreta cotta per lui.

Ricordo Carlotta che aveva già il petto tornito, e quella volta che mi raccontò del loro primo bacio, il primo in assoluto per lui, contro alla ringhiera della chiesa di via sette fratelli cervi.

Da allora ci si vedeva in giro, alla fattoria di Vigheffio, all’Onirca dei tempi d’oro. Ci si salutava appena nel periodo in cui un cespuglio di dreadlok affollava la sua testa e chissà quali altri pensieri.

Matteo con me non è mai stato gentile. Di Matteo non ho un bel ricordo e in controtendenza col resto d’Italia non mi scioglierò in stucchevoli memorie.

Mi dispiace non essergli mai stata simpatica, mi dispiace fosse una persona spigolosa. Mi dispiace comunque che sia morto.

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Gentile candidato….

March7
“Gentile candidato/a,

Abbiamo ricevuto copia del Suo Curriculum Vitae.

Uno dei nostri consulenti provvederà a vagliare attentamente le Sue caratteristiche entro le prossime 24 ore.

Non appena il Suo Curriculum sarà di interesse di uno dei nostri clienti provvederemo a contattarLa. “
Quante volte ho letto queste parole negli ultimi 2 mesi secondo Voi?
Non farebbero prima a scirvere:
“Gentile povero stronzo/a
Abbiamo riceviuto copia del Suo Curruculm Vitae e pensamo, nel caso ci capitasse erroneamente di stamparlo, di utilizzarlo per pulire i vetri dell’agenzia inter-anale, dove come automi lobotomizzati facciamo selezione attraverso un database. Siccome non siamo in grado di utilizzare il cervello, ci hanno dotato di un elenco di parole, non più di 10 perchè ci potremmo stancare leggendole, con le quali interroghiamo il database. Se il suo profilo non dovesse contenere soltanto una delle parole chiave che determinano la ricerca, saremo felici di relegare il suo curriculum nella cartella più remota e meno rintracciabile dell’archivio
Per noi infatti è grande divertimento fare a gara tra chi di noi impiegati possegga più contatti.
Questo è un messaggio automatico, la pregheriamo di non rispondere perchè tanto non Le troveremo mai un lavoro.
Coridiali saluti, il Suo personale agente di ricerca Sognatiunjob

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caro diario

February29

Il server è piantato di nuovo.

Ma è solo il mio pc che non funziona. Oggi è tutto imbevuto di un alone mortifero, sarà perché ho usato la matita rossa sotto agli occhi, sarà perché ho dormito troppo poco. Fiuto nervoso ovunque.

Sono un po’ stufa dei gruppi metal che continuano incessanti a farmi le request solo per intasarmi lo spazio bullettin.

Sono un po’ stufa di stare qui seduta a controllare immagini.

Sono altresì stufa di aspettare il venerdì, sfiorarlo con un birra in mano e una sigaretta nell’altra, spegnerlo a letto presto, perché la settimana mi pesa addosso come un cappotto ad agosto.

Domani andrò a Torino con la mia casa di produzione a ritirare un premio per il corto. A volte non me ne frega niente. È passato più di un anno da quando abbiamo concluso la nostra avventura sul set, questo è uno strascico, questo sa di muffa.

Oggi tutto non ha davvero un buon sapore, lo laverò via con una birra ed una sigaretta questa sera…d’altronde è venerdì.

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BAMBOCCIONA PER SCELTA!

November20

Il mal di testa mi da la sveglia,

mica male, non è ho sofferto per ben tre giorni…miglioriamo.

Perdo tempo non faccio altro che perdere tempo, dove vada a finire poi tutto ’sto tempo perso non ne ho davvero idea.

Ieri mia madre è rimasta sveglia con me a guardare la tv, mi ha detto: «Volevo stare un po’ con te.» Le ho risposto «A saperlo non guardavo la tv.» Mi ha baciata in fronte e siamo andate a dormire.

Mia madre con i suoi ricci e le sue attenzioni, con i piccoli problemi di ogni giorno e gli occhi velati quando pensa a mia nonna.

Mia madre e le sue gite domenicali a mangiucchiare tipicità locali, mia madre lo scricciolo di quaranta chili che la sera brandisce il cucchiaino terminando interi vasetti di marmellata.

Mia madre che ci sorprende alla mattina con una torta calda di forno ed il buongiorno su un biglietto attaccato al frigo.

Quando penso a tutto questo so che di tempo non sto perdendone affatto.

Quando penso a mia sorella, “Pallina di burro” dalla pelle bianca, una coccola è pronta ad esplodere ad ogni sorriso; quando penso a mio fratello, il biondo tenebroso che scende dabbasso di rado, scambiando un paio di battute taglienti con la sua timida cortesia; quando penso al Dottore che siede sulla sua poltrona in mezzo a tutti noi e dice di essere davvero un uomo ricco, baciandoci tutti mentre ride.

Quando penso alla mia familia mi rendo conto di non aver buttato nemmeno un secondo, di quel tempo che mi sembra di aver perso. Quando penso a loro capisco di aver fatto una scelta ben precisa e ponderata, dettata dal cuore e non dalla testa. Sono restata perché nessuna carriera vale tanto, quanto tutto questo. E come mio padre, anch’io mi sento davvero ricca. Fiera di essere una “bambocciona”. Fiera di rimanere in quest’ostrica di pizzi e mobili antichi.

Sentirsi amati in una società individualista come la nostra, è una ricchezza che nessuna finanziaria sarà mai in grado di darci.

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IL RULLO

June5

Come se mi camminassero addosso milioni di insetti, l’ansia è stretta alla gola, non c’è modo d’uscirne, seduta qui, costretta a non muovermi non c’è speranza non c’è salvezza, solo dannazione in un inferno di vetro e armadi bianchi.

.

Deglutisco lentamente, non ho saliva, la bocca riarsa la lingua gonfia resisto, milioni di voci si affollano in testa devo uscire di qui.

Mi sento morire, lotto con me stessa per non urlare, vorrei ucciderli schiacciali con un rullo, sentirle il lento spappolarsi delle loro vite, piano. Il morbido “flak” dei tessuti e lo scricchiolio sordo delle ossa, il sangue col suo odore acre e ferroso, denso che ti si appiccica alle narici e sale lento e impregna gli occhi d’orrore, ma non per me, per me sarebbe solo gioia.

Le interiora calde e maleodoranti il cranio e il suo croak il cervello sopra l’asfalto.

Uno per uno.

Due in questo caso solo due per la liberazione, solo due per togliere il tormento, solo due per respirare ancora.

Non vincerete non ce la farete, non me ne andrò, combatterò coi denti con le dita monche con le gambe piantate al terreno, combatterò un pugno via l’altro, gancio montante, gancio montante diretto sinistro.

Sinchè non sarete a terra, sinchè non vi vedrò morti.

Sinchè non vi saprò dannati.

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