Alice senza cognome

La prosivendola: -sono 4 parole in più, che faccio, lascio?-

Pantaolni a bracarella

July24

Paola è andata a sentire un concerto jazz, la casa è vuota e silenziosa, peccato per questi pensieri assordanti.

Paola è semplicemente incredibile, ha 29 anni ed ha abitato mezza Europa.

È facile sentirla switchare da una lingua all’altra con lolitesca naturalezza, è difficile e quanto più doloroso vederla crucciata, così semplice invece, è vederle un sorriso tatuato addosso; certe persone si portano dentro il sole e la tempesta, è questo che le rende così affascinanti da non poterne fare a meno.

Paola è mina vagante, una donna bellissima, un tourbillon di emozioni, una vespa pungente, una dolcissima canaglia.

Paola è per me, in ordine temporale: collega, coinquilina, amica e sorella; lo è solo da 3 mesi ma con lei ho la netta sesazione di aver ritrovato un pensiero felice, altrimenti perduto.

Sono a Milano da 3 mesi, mi sembrano 3 anni tanto sono frenetiche le giornate.

Lavoro perché possa nascere una nuova televisione, so che può suonare come: “Sono in missione per conto di Dio” ma se aggiungi un discreto “Ma anche no”, le cose riacquistano la giusta dimensione.

Ho lasciato in standby la mia città, la mia famiglia ed il mio da sei anni fidanzato per questo.

Faccio la talent scout e cerco videomaker.

In pratica mi sbatto per trovare video grafici smanettoni che vogliano essere assoggettati al

Format:

Vuoi tu prendere il FORMAT come tuo legittimo domine e piegarti alle volontà Nostre?

Trovare dei masochisti è il lavoro più sporco, ancor più difficile è trovarne tanti.

Paola ed io facciamo il lavoro sporco.

Ho capito che cosa sarebbe diventata Paola per me, il giorno in cui, un paio di settimane dopo che mi ero stanziata qui, mi ha detto:

<<Non permetterò che ti facciano del male: a te ci penso io!>>

È suonato tutto come in un film, spesso Paola ed io viviamo in un film, dipende dai giorni e da quale trama abbiamo intenzione di farci influenzare.

Dopodichè recitiamo il nostro.

La cosa più strabiliante di tutto il mio lavoro, è come sempre il materiale umano.

Credo che chiamare colleghi, la popolazione che affolla i nostri uffici, sia riduttivo, supereroi eccessivo, e geni talentuosi difficilmente credibile, tuttavia per una volta fidatevi di quel che dico: lo sono.

Mi limiterò quindi ad indicarli come personaggi.

Il personaggio della settimana è D.

D è la quintessenza dell’ubiquità. D è dappertutto, D è in grado di lavorare e contemporaneamente:chattare con 3 persone, parlare con altrettante, organizzare una festa, organizzare e prenotare un viaggio accompagnando il tutto con una sapiente, completa e competente cultura musicale, che ci permette di dare un senso ancor più estetico alle nostre giornate.

D è carino come un folletto, sospetto seriamente che D sia un folletto e non sono la sola a pensarlo.

D oggi è entrato dalla finestra dopo essere scappato in bicicletta dall’ufficio per una buona mezz’ora.

D venerdì scorso ha portato una piscina gonfiabile in ufficio.

D canta sempre la colonna sonora di Robin Hood della Disney.

D possiede il tempo comico.

D ha 21 anni (SOLO 21), si è laureato lo scorso anno ed ha un’azienda di servizi web.

D ha anche un blog, mi piace leggere D quando sono triste, oppure sentire la sua cinica ed irriverente opinione sulla vita in sè.

Da quando D è entrato  nella mia vita, la frase “eleganti le tue calzature” ha trovato senso d’essere.

Da quando D è entrato nelle nostre vite tutto sembra dannatamente più insensato.

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One Comment to

“Pantaolni a bracarella”

  1. On July 24th, 2008 at 9:39 pm Frieda Says:

    Cara AWS,
    sarò perfida come mi disegnano o sarò alleata della tua coinquilina ma tu hai gli occhietti a cuore un po’ troppo spesso ultimamente..
    e casualmente sempre per un paio di occhioni chiari!

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